La Melegatti è salva? Mirandola "occorre cautela e non gridare al miracolo"

sab 16 dicembre 2017

«Sulla vicenda Melegatti non bisogna gridare al miracolo di Natale». Nella serata di ieri, il segretario territoriale Uila Uil di Verona e Trento, Daniele Mirandola, con una nota porta un contributo di chiarezza e razionalità in una giornata caratterizzata da una sequenza ininterrotta di notizie diffuse dai media, che con eccessiva enfasi annunciavano il superamento dell’ipotesi cassa integrazione.

Sul futuro della Spa dolciaria e dei suoi lavoratori occorre cautela. Il perché è scritto chiaramente nelle righe vergate da Mirandola. «L’accordo quadro tra attuali soci (Perazzoli-Ronca in maggioranza e Turco in minoranza, ndr) e il fondo di investimento, per un definitivo subentro e rilancio dell’azienda, non ci risulta ancora definito. Secondo noi, chi in questi anni non è stato in grado di gestire un’azienda storica come Melegatti, deve cedere le quote e farsi da parte immediatamente», evidenzia. «Vigileremo affinché qualsiasi fondo d’investimento o terza parte che voglia prendere il posto dell’attuale proprietà, garantisca il mantenimento e soprattutto lo sviluppo della produzione a Verona negli attuali stabilimenti», prosegue la nota.

Il percorso non è ancora in discesa ed è difficile capire chi regga in questo momento le sorti dell’azienda. Il fondo maltese Open Capital Fund (di Abalone Asset Management) e l'italiana Advam Sgr, che si sono fatti carico del salvataggio di Melegatti stanno ancora mediando con la proprietà per il subentro. E proprio per questo anche la mini-campagna natalizia da un milione e mezzo di pezzi, appena conclusa, è stata finanziata con il freno a mano. Se il fondo non riuscirà a completare l’operazione sarà ancora disposto a rendere disponibile la liquidità promessa per la produzione delle colombe pari a 10 milioni? Quale ruolo può svolgere il Tribunale in questo delicato momento? La cassa integrazione è rientrata, nell’immediato. Ma è difficile ipotizzare cosa succederà in futuro.

«C’è da dire che il fondo si era preso l’impegno di portare avanti le due campagne di Natale e Pasqua», fa notare Paola Salvi di Flai Cgil. In attesa che nel giro di pochi giorni la situazione di stallo tra soci e fondo si faccia più fluida, l’invito delle sigle è a non commentare come «traguardi trionfalistici le decisioni dell’attuale management, nel rispetto dell’azienda e degli operai», sottolinea Mirandola. Gli equilibri sono ancora precari e fragili.

Valeria Zanetti 
Fonte "L'Arena"

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