Ccnl alimentare, al via consultazione lavoratori. Chiesto aumento salario 205 euro
sab 16 febbraio 2019
“Con la presentazione delle bozze di piattaforma, comincia oggi un percorso di consultazione che vedrà gli oltre 450 mila lavoratori del settore alimentare impegnati in migliaia di assemblee nei luoghi di lavoro e che si concluderà il 16-17 maggio con l’assemblea nazionale dei delegati di Fai, Flai e Uila che varerà le piattaforme definitive”.
Così Stefano Mantegazza, segretario generale Uila Uil, commenta l’apertura degli attivi unitari di Fai, Flai e Uila che hanno approvato oggi le ipotesi di piattaforma per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali dell’industria e della cooperazione alimentare.
“Al centro delle piattaforme “spiega Mantegazza “c’è la richiesta di un aumento salariale di 205 euro, a parametro 137, a cui si aggiungono 22 euro sul welfare. Una richiesta importante decisa per difendere il potere d’acquisto delle retribuzioni e aumentare la capacità di spesa di lavoratrici e lavoratori. Una scelta che tiene conto delle straordinarie performance del settore alle quali hanno contribuito i lavoratori che, con il loro impegno e la loro professionalità, hanno consentito di raggiungere risultati che non hanno eguali negli altri settori del manifatturiero italiano”.
Riguardo i contenuti normativi della Piattaforma, aggiunge Mantegazza “abbiamo fatto tesoro di quanto previsto nell’Accordo Interconfederale Cgil-Cisl-Uil e Confindustria del 9 marzo 2018 in materia di formazione, welfare, sicurezza e organizzazione del lavoro”. Riconoscimento del diritto soggettivo alla formazione, rafforzamento della bilateralità e maggior coinvolgimento dei lavoratori nei relativi processi decisionali, incremento della tutele per favorire la genitorialita’ condivisa, istituzione di una giornata della sicurezza, regolazione aziendale del diritto alla “disconnessione”, sono alcune delle altre richieste previste nella piattaforma.
“E poi” conclude Mantegazza “vogliamo che l’azienda sia anche considerata come una “Comunità di sito”, nella quale siano garantite pari tutele contrattuali a tutti i lavoratori che vi lavorano. Questo vuol dire anche combattere gli appalti non genuini e favorire la re-internalizzazione delle produzioni”.