Agri.Bi Verona: "La crisi riporta gli italiani nelle campagne"
mar 11 giugno 2019
Sempre più italiani stanno tornando a lavorare nelle campagne veronesi, specie per quanto riguarda la raccolta di frutta e verdura. A dimostrarlo sono i dati diffusi da Agribi relativi all'attività che l'ente ha svolto lo scorso anno ed alcune stime - numeri consolidati su questo argomento non ce ne sono - che provengono dalle associazioni di categoria. Partiamo dai numeri relativi alla campagna di visite gratuite.
I numeri finali del 2018 hanno segnalato un incremento significativo di braccianti italiani, che sono passati dal 45 per cento al 56 per cento. «Alla crescita numerica dei nostri connazionali che si sono fatti sottoporre alle visite, ha fatto da contraltare il calo di braccianti romeni e polacchi», spiegano i rappresentanti dell'ente. Secondo i quali si registra un ritorno alla tradizione nei campi soprattutto nella vendemmia in Valpolicella, dove le aziende stanno impiegando molti studenti e pensionati. Proprio per quanto riguarda la raccolta dell'uva, è stimabile una presenza di stagionali che oscilla, in tutta la provincia, fra 5mila e 6mila lavoratori. Di questi, più di 2.000 sono italiani.
Rispetto a quanto accadeva qualche anno fa, quando la raccolta veniva svolta in gran parte da lavoratori stranieri, molti dei quali arrivavano dai Paesi dell'Est Europa, si sta quindi registrando una netta inversione di tendenza. Sul perché si possono fare diverse ipotesi. Fra queste, sicuramente, figurano innanzitutto gli effetti che ha sul mercato del lavoro la stagnazione economica in atto ed il restringimento delle quote di stranieri che possono entrare in Italia per svolgere lavori stagionali deciso a livello governativo.